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I lapilli


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Titolo Gli dei hanno sete

Autore Anatole France

Collana I lapilli

Dettagli 288 pp, Ft. 12,2 x 18

ISBN 9788860431776

Gli dei hanno sete

Traduzione di Viviana Carpifave

€ 16,00
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Il più bel romanzo storico sul periodo del Terrore, successivo alla Rivoluzione francese, che affronta in maniera acuta e spregiudicata il tema complesso dell’esercizio del potere. 

Descrizione

Gli dei hanno sete, non più ripubblicato in Italia da oltre vent’anni, affronta in maniera acuta e spregiudicata il tema complesso dell’esercizio del potere che rischia sempre di condurre all’abuso e degenerare in violenza. La vicenda si svolge a Parigi tra il 1793 e il 1794, nel tragico periodo del Terrore successivo alla Rivoluzione francese. Il protagonista, Évariste Gamelin, un artista emulo di David, viene nominato giurato del Tribunale rivoluzionario. La passione politica, fusa e confusa con il credo religioso, lo spinge a votarsi anima e corpo alla causa giacobina, anche a costo di compromettere i propri legami familiari e personali. Gamelin aderisce a poco a poco ai principi estremi della Rivoluzione e implora la “santa ghigliottina” di salvare la patria, ma la sua psiche è ossessionata e ciò che lo muove è un delirio di giustizia. Vede ovunque infedeli e traditori della Repubblica ed è convinto di dover essere crudele e spietato affinché le generazioni future possano essere libere e felici. Gamelin agisce in nome di un grande ideale, ma approda alla sua totale negazione affermando una nuova dittatura del dogma e della tirannia.

Anatole France

Anatole France, pseudonimo di François-Anatole Thibault (1844-1924), era figlio di un libraio parigino specializzato in testi sulla Rivoluzione francese. Appassionato di letteratura, esordì come poeta ma raggiunse la notorietà con il romanzo Il delitto di Sylvestre Bonnard (1881).  Lo scetticismo, dominante nel primo periodo della sua vita, produce opere ben note come Taide, La rosticceria della regina Piedoca e Le opinioni di di Jérôme Coignard. Successivamente, France dà alle stampe Il giglio rosso (1894) e Il giardino di Epicuro (1895). Eletto membro dell’Académie Française, matura un nuovo orientamento politico: si avvicina al socialismo, si dichiara innocentista nel clamoroso “caso Dreyfus”, si interessa alla questione armena e parla in favore dei popoli oppressi prendendo posizione contro l’alleanza della Francia con la Russia zarista. La sua intensa attività di scrittore, coronata da grandi successi di critica e di pubblico – oltre ai quattro romanzi che compongono la sua Storia contemporanea, ricordiamo L’isola dei pinguini, Vita di Giovanna d’Arco e Gli dei hanno sete – gli valse, nel 1921, il Premio Nobel per la letteratura.

Immagine: Anatole France

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Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, è il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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