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La storia della dolciera Maria descritta nei romanzi di Annamaria Zizza affascina e commuove i lettori

La scrittrice siciliana con il romanzo "La dolciera siciliana", giunto alla settima edizione, scrive il seguito della storia, ambientata nel '700 barocco tra Modica e Catania, e pubblica "L'estate della dolciera".
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La dolciera Maria torna in un romanzo che profuma di crescita e di riscatto, come la vita che ritrova la sua dolcezza nel cuore della Sicilia barocca del ’700

Passioni, profumi, ritorni e tradimenti: dopo il fortunato La dolciera siciliana - giunto alla settima edizione, candidato da Marcello Fois al Premio Strega 2025, Premio Ignazio Buttitta 2025, secondo classificato al Premio Nadia Toffa 2025 – la scrittrice e docente catanese Annamaria Zizza torna a raccontare le vicende di Maria, da criata a dolciera nei palazzi nobiliari della Sicilia del XVIII secolo, in un romanzo storico e di formazione che ha i sapori magici dei dolci siciliani e una potenza narrativa che affascina, mentre trasporta il lettore in un mondo antico. L’estate della dolciera - in poche settimana alla seconda edizione - ne insegue le nuove avventure: il ritorno a Modica, dopo la lunga permanenza a Catania, il lavoro nelle cucine di palazzo Grimaldi, l’educazione letteraria, la nascita di Tommasino. Un nuovo tassello, che intreccia verosimiglianza a verità storiche, nel percorso di crescita e riscatto di una giovane donna alla ricerca della sua affermazione.

“L’estate della dolciera – afferma Annamaria Zizzaè un romanzo "siciliano" immerso nella Modica barocca, imperniato ancora una volta sulla storia minima della protagonista, Maria, narrata nel suo percorso di crescita e di consapevolezza, dolciera sopraffina e ricercata, ma in fondo inquieta e insoddisfatta. Attorno a lei figure di criate e di maestri di casa, ma anche di vittime di monacazioni forzate e di bambini violati nel loro diritto ad un'infanzia felice. Un racconto paradigmatico sull'educazione (sentimentale e culturale) come via per l'affrancamento e la crescita umana”.

Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, è il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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