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Diario e lettere dai Lager 1943-45: "Le bandierine della libertà"

Una testimonianza storica e umana preziosa. Nato a Malo, in provincia di Venezia, nel 1913 e morto a Schio nel 1994, Silvio Sartori è autore del libro “Le bandierine della libertà. Diario e lettere dai Lager 1943-45”, collana “Filo spinato” (dedicata a memorie di guerra e prigionia) di Marlin editore, la casa editrice di Tommaso e Sante Avagliano. Il libro è finalista al prestigioso Premio Fiuggi Storia, XI edizione, sezione Diari e Memorie. Una scelta dei vincitori delle edizioni precedenti e del Comitato di lettura composto dagli “Amici del FiuggiStoria”. L'annuncio dei premiati avverrà venerdì 18 dicembre.
La guerra sul fronte greco-albanese, l'internamento in Germania, la liberazione e il ritorno a casa nel diario, nelle lettere e nell'archivio finora inesplorati di un reduce spiccano nel volume, curato da Lucio Sartori, figlio di Silvio, e con un’introduzione di Marco Palmieri, giornalista e storico, autore, con il giornalista e scrittore dedito alla ricerca storica Mario Avagliano, di numerosi libri su temi affini per “il Mulino”. Non a caso la collana “Filo spinato” è diretta proprio dai giornalisti e storici Avagliano e Palmieri.

Nel nuovo libro di Marlin editore, in primo piano è la lunga e travagliata esperienza del giovane Silvio, appassionato atleta e calciatore di buon livello, ultimo di undici figli, assegnato a un reggimento di fanteria della divisione “Brennero”. Silvio riesce a tenere un diario, a intrattenere una fitta corrispondenza con la famiglia e a raccogliere decine di appunti e altri documenti. «Un archivio di migliaia di pagine, più unico che raro e di grande valore storiografico, che l’autore raccolse, organizzò e conservò meticolosamente nel dopoguerra», scrive Marco Palmieri nell’introduzione, e che viene per la prima volta pubblicato. Tra appunti, memorie, diari, lettere e cartoline e documenti originali.

«Ne emerge una lettura intensa, che arricchisce le pagine della storia più generale di quel drammatico periodo, con le parole, i sentimenti, le paure, le speranze e il punto di vista di chi lo ha vissuto in prima persona. Una storia in diretta, nel vivo degli eventi, ripercorsa giorno per giorno, passo dopo passo», scrive Palmieri. «Un percorso dai molti fili conduttori: la guerra, la deportazione, il lavoro coatto, la vita nella Germania piegata e allo stremo», tra bombardamenti, carenza di cibo, difficile rapporto con i tedeschi, mancanza di prospettive ma anche improvvise speranze. Come le bandierine «che Silvio sposta ogni sera in avanti su di una carta geografica, a beneficio dei compagni, grazie alle informazioni sull’avanzata alleata che riesce ad avere quotidianamente e furtivamente durante la sua giornata lavorativa», spiega Palmieri.

Dopo il fallimentare tentativo di invadere la Grecia e l’occupazione propiziata dall’intervento tedesco, Sartori, all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, come centinaia di migliaia di altri militari italiani, è catturato e deportato in Germania. Segue la stagione dell’internamento, segnata dalla fame, dal freddo, dalla violenza, dal lavoro coatto e dalla paura dei bombardamenti, fino alla sconfitta tedesca, col lento ritorno alla vita dei tanti prigionieri e deportati, fatto anche di partite di calcio che accomunano italiani, francesi, polacchi e russi, e la costruzione di un “Villaggio italico” con i nomi di vie e piazze. Così Silvio Sartori e gli IMI (Internati Militari Italiani) attendono il rimpatrio, sullo sfondo di un’Europa ridotta in macerie.

«Aver trovato questi tesori, archiviati con tanta perizia, ci ha permesso di costruire un ponte fra il passato e il presente per rinnovare il legame fra il padre, allora giovane uomo, e noi figli e nipoti», evidenzia Lucio Sartori, curatore del volume.

Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, ├Ę il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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