Un romanzo Marlin al premio Strega narrativa 2026
La Roma barocca, sfavillante e misera, in un romanzo di formazione e di riscatto dalla parte degli ultimi candidato al Premio Strega 2026.
Le libertà di cui godiamo, nella nostra parte di mondo, non ci sono sempre state, e anche oggi ci appaiono sempre più precarie.
Arriva in libreria il 6 marzo 2026 Libero nella città dei Papi, il nuovo romanzo di Mario De Quarto per Marlin editore, tra i 79 libri candidati dagli “Amici della domenica” alla LXXX edizione del Premio Strega. Un’opera intensa e avvincente, una storia di formazione e di riscatto che porta il lettore nella Roma del Seicento, cuore pulsante della cristianità e crocevia di potere, arte e conflitti sociali, interrogando il nostro presente sul concetto di libertà.
Proposto da Rosa Maria Grillo, docente di Lingua e letterature ispanoamericane all'Università di Salerno, traduttrice e saggista, per la commistione di piccola e grande Storia “in un confronto-scontro vivace e credibile raccontato con dovizia di particolari anche architettonici, artistici e socio-ambientali”, il romanzo esplora una città monumentale e contraddittoria, dove lo splendore delle corti pontificie convive con la durezza della vita popolare.
Protagonista il giovane Libero, cresciuto ai margini della società, che si mette in viaggio dalla provincia di Fermo alla capitale dello Stato Ecclesiastico, per cercare fortuna. Tra vicoli affollati, palazzi cardinalizi e botteghe artigiane, Libero affronta scelte decisive che lo porteranno a confrontarsi con il potere, la fede e la propria coscienza. Misurandosi con ingiustizie e tragedie, con la paura di essere schiacciato dalla Storia, cambierà il proprio nome da Libero a Liborio timoroso dell’Inquisizione.
“Questo libro è un viaggio nello spazio e nel tempo – spiega Mario De Quarto - Ho voluto percorrere insieme all'ingenuo protagonista del romanzo le antiche vie Lauretana e Flaminia, raccogliendo mille voci e storie del passato, fino a raggiungere la scintillante bellezza della Roma barocca. E qui, sotto lo sfarzo e l'ipocrisia della società teocratica, oltre le gesta celebrate dei personaggi famosi, ho provato a guardare il mondo con gli occhi degli umili, immergendomi nella loro vita inquieta, cruda, ma sempre calda di umanità”.
Libero nella città dei Papi, infatti, dialogando con la grande tradizione del romanzo storico italiano intreccia personaggi di finzione a suggestioni storiche reali, restituendo un affresco vivido e documentato dell’epoca barocca. La “città dei Papi” del Seicento è una capitale spirituale e politica. È la Roma della magnificenza artistica, delle grandi committenze, delle lotte di potere tra famiglie aristocratiche e delle profonde disuguaglianze sociali. De Quarto ricostruisce con rigore e sensibilità narrativa un’epoca in cui la religione permea ogni aspetto della vita quotidiana e in cui il destino individuale è segnato dalla nascita e dall’appartenenza sociale. In questo scenario, la vicenda di Libero diventa simbolo universale di emancipazione e ricerca di identità.
IL GIUDIZIO DI ANDREA DI CONSOLI
«L’originalità della letteratura di Mario De Quarto è nella forza sorprendente del suo sguardo laterale, nel suo modo inedito di guardare il mondo. La capacità di illuminare i dettagli, di rendere vividi i racconti, di stare in un concreto realismo visivo, lo rendono uno scrittore dalla mano inconfondibile. Grande conoscitore di Roma, ha scritto un bellissimo romanzo sulle sofferenze e le speranze dell’umile Italia. De Quarto porta nella letteratura, con una luce fraterna, la modestia e l’orgoglio popolare al cospetto del potere.»





