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Anche quest'anno la Marlin presente al Festival Salerno Letteratura con due libri

Lo straordinario romanzo dello scrittore albanese Leonard Morava "La danza delle pietre bianche" e il saggio dedicato alla tragedia delle morti sul lavoro "Operaicidio" di Bruno Giordano e Marco Patucchi

Tre autori della casa editrice Marlin saranno ospiti, anche quest'anno, della tredicesima edizione di Salerno Letteratura in programma dal 14 al 21 giugno 2025. Il 15, alle 20, negli spazi di Largo Pomona, il protagonista sarà lo scrittore albanese Leonard Morava, autore di “La danza delle pietre bianche”. Samir viene “acquistato” da una coppia albanese del sud, Ahmet e Asie, per una somma che permette ai genitori biologici di comprare un animale da stalla. Cresce tra l’amore per i libri di Asie, arrestata perché legge Camus e beve Calvados, e la ribellione di Ahmet, che si finge pazzo per sfuggire al regime. Nell’Albania in transizione dal comunismo alla falsa promessa della democrazia, Samir eredita cultura e spirito libero, ma è costretto a fuggire in Italia su un barcone. In Maremma inizia una nuova vita, lontano ma non immune dal dolore del passato, straniero in una terra che non lo riconosce. Conduce l'incontro Piera Carlomagno, letture di Brunella Caputo. Il 20, alle 19.30 a Largo Pomona gli ospiti saranno Bruno Giordano e Marco Patucchi, autori di “Operaicidio. Perché e per chi il lavoro uccide”. “Operaicidio”: un neologismo per raccontare l’ecatombe quotidiana del lavoro che uccide. In Italia si contano tre morti al giorno, un infortunio al minuto. Ma dietro le cifre, c’è una guerra silenziosa. Questo libro, costruito come un dizionario enciclopedico, indaga cause, responsabilità e possibili soluzioni, denunciando l’indifferenza delle istituzioni, i silenzi della cronaca, lo sfruttamento, i processi che si spengono nel nulla. In parallelo, una Spoon River delle vittime: frammenti di vite spezzate che restituiscono umanità e dolore a chi è morto nella trincea del lavoro. Conduce Davide Curzio, letture di Brunella Caputo.

Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, è il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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