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Ambiente e maternità surrogata nel romanzo "Il mio nome è Maria Maddalena", già alla terza edizione

Dove: Pagina Facebook Marlin editore
Quando: Venerdì 26 febbraio 2021
Orario: 18.00
Libro: Il mio nome è Maria Maddalena
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«Riprendiamoci la maternità: riflessioni a partire dal romanzo Il mio nome è Maria Maddalena». Sul tema interverranno sulla pagina https://www.facebook.com/MarlinEditoreCava, venerdì 26 febbraio 2021, alle 18.00, l'autrice Roberta Trucco, Francesca Izzo, docente universitaria e tra le fondatrici di "Se non ora quando", già deputata, e Sandra Morano, ginecologa, docente e fondatrice del primo Centro Nascita Intraospedaliero. L'incontro è a cura del giornalista Marco Olivieri.

Il romanzo

Maria Maddalena ha 22 anni e vive a Los Angeles. Studia Antropologia all’Università della California (UCLA) e coltiva un sogno: andare in Amazzonia grazie a un progetto universitario. Esclusa dalle selezioni, decide di affittare il suo utero. Ha bisogno di guadagnare alla svelta dei soldi che le consentano di andarci in modo autonomo. La sua vita però si complica quando, in seguito alla fecondazione in vitro, rimane incinta di due gemelli. Nel frattempo, l’Università la richiama: la sua candidatura al progetto in Amazzonia era stata respinta per errore.

Il romanzo s’intitola “Il mio nome è Maria Maddalena”, Marlin editore, alla terza edizione (collana Il portico, www.marlineditore.it), e tocca l’argomento attuale, discusso in ambito legislativo in questo periodo, della maternità surrogata, con postfazione di Grazia Francescato. L’autrice, Roberta Trucco, genovese, è una scrittrice esordiente all’età di 53 anni. Femminista tardiva ma tenace, scrive per diverse testate, ha curato per Nutrimenti e Castelvecchi i libri di suor Teresa Forcades, teologa femminista promulgatrice della teologia Queer e ha fondato, nella sua città, il comitato “Se non ora quando”. Da allora collabora con molte donne, voci autorevoli del femminismo contemporaneo, nelle battaglie per i diritti delle donne.

Coinvolgente e appassionante, “Il mio nome è Maria Maddalena” colpisce per il ritmo, interiore e narrativo, della scrittura e per la cura in ogni parola, descrizione, immagine, raggiungendo un'efficace combinazione di trasparenza, limpidezza quasi, e apertura alla complessità al tempo stesso. L’attenzione alle sfumature, in un'apprezzabile alternanza di voce narrante della protagonista e descrizione dei tumulti interiori degli altri personaggi, acquisisce forza nel racconto del mondo alternativo di un'Amazzonia tratteggiata con colori, suoni, pensieri, emozioni evocativi. Il confronto/scontro Oriente/Occidente e la crescita graduale della figura di Maria Maddalena risultano al servizio di una scrittura che apre nuove domande.

 

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Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, ├Ę il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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