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Il portico


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Titolo Voglia di fragole

Autore Miriam Bella

Collana Il portico

Dettagli 120 pp, 12,2 x 20

ISBN 978-88-6043-113-4

Voglia di fragole Manuale serissimo di sopravvivenza al desiderio di maternita'

A cura di Giovanna Mozzillo. Postfazione di Raffaele Ferraro

€ 10,00

L'ironia come arma più efficace per sconfiggere il dolore di chi cerca invano di avere un figlio. Dalle domande indiscrete al Test post coitale, le situazioni più temute prendono vita in una sorta di ironico esorcismo. "Perché sia balsamo e catarsi, più che un Manuale".

Descrizione

Diretto e colloquiale, questo libro è un vademecum che nasce dall’esperienza personale di una giovane donna. Nelle sue pagine sono affrontati gli ostacoli di chi cerca invano di avere un figlio, “catalogandoli per prendersene gioco”, che si tratti di domande indiscrete, problemi di coppia o esami invasivi. Ad alcuni capitoli dal tono umoristicamente nozionistico, si alternano più intimi episodi di vita vissuta e sopravvissuta. Fra sale d’attesa di Centri Specializzati e zii d’America esperti di pranoterapia, fra scienza medica e superstizione, un manuale per uscire indenni dalla frustrante ricerca di maternità. La storia di ogni donna che prova a far pace con se stessa e col suo corpo, a prescindere dall’arrivo di un bambino. La storia di chi scrive, che però è anche un po’ di tutte, perché di nessun dolore si possiede l’esclusiva: un dolore che si guarda in faccia, come a smascherarlo, come a indebolirlo e, soprattutto, a superarlo con serenità e convinzione.

Miriam Bella

Nata a Salerno nel 1985, vive a Maiori in Costiera amalfitana. Nel 2004 ha conseguito una maturità scientifica dignitosa, a dispetto delle sue attitudini umanistiche e di un consolidato odio nei confronti della matematica. Attualmente si occupa di promozione turistica e del territorio. Presidente di un’associazione culturale per la tutela dei diritti delle donne, è innamorata della sua terra e scrive di sé in terza persona, così da darsi un tono.

Immagine: Miriam Bella

L'assaggio

Questa storia inizia adesso e ancora non so come finirà. Quel che so è che questa storia mi farà male, ma la scrivo perché nero su bianco il dolore sembra meno tuo e perché, forse, qualcuna leggendola si sentirà meno sola. Questa storia la scrivo, perché io avrei voluto leggerla.

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Il marlin, da cui la casa editrice prende il nome, รจ il pescespada che Hemingway amava pescare
al largo di Cuba e che gli ha ispirato lo splendido romanzo “Il vecchio e il mare”

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