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Elisabetta
Bilei
Nata con i
piedi nel sangue
Ft. 12,2 x 20
pp. 136
€
10,90
ISBN 978-88-6043-036-6
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IN ATTESA
DELLA NASCITA
Può una bimba in attesa di nascere,
raccontare dal buio del grembo materno
la sua vicenda prima gioiosa e poi
tragica? Al suo esordio di scrittrice,
la ventiduenne Elisabetta Bilei
dimostra con questo romanzo Nata con
i piedi nel sangue, non solo
che è possibile, ma che lo si può fare
trovando accenti e coloriture di
autentica poesia, come hanno
testimoniato autori ben noti al pubblico
giovanile: Federica Bosco, Pino Roveredo
e Federico Moccia.
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FEDERICO
MOCCIA: "UNA SCRITTURA DOLOROSA, DURA..."
<<La
scrittura di Elisabetta Bilei mi piace
molto. Dolorosa, dura… Ho sentito la
paura di rompere un equilibrio, la
fragilità, l’amore che contiene…>>
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IL LIBRO
Rannicchiata nel
grembo materno, giorno dopo giorno, una
figlia osserva il mondo come da un
periscopio. Scruta all'orizzonte le
persone, le cose, gli affetti che di lì
a poco faranno parte della sua vita;
capta gioie, trepidazioni, tristezze che
la attraversano; perlustra gesti e
abitudini quotidiane all'apparenza
insignificanti.
Claudia e
Francesco non sanno ancora che è una
bambina, sanno solo che hanno desiderato
un figlio con tutto il cuore, che hanno
fatto di tutto per averlo e che adesso
l'hanno concepito. Ma l'evento tanto
atteso porta con sé emozioni e
turbamenti inaspettati, imprevedibili.
Claudia è sommersa da un mare di
ricordi, non tutti felici, come la morte
del padre e la tragica scomparsa di
Alice, la sua migliore amica. Francesco
deve fare i conti con il senso di
inadeguatezza e le responsabilità che lo
aspettano, mentre parenti e amici
bussano alla porta in una coralità
affettuosa ma a volte un po' invadente.
Lo sguardo della
piccola esplora e annota tutto in un
diario di bordo fluido, intenso, ricco
di dettagli di vita vissuta: la passione
dei genitori, la gioia dell'annuncio, le
nausee, le ecografie, gli sbalzi
ormonali, fino al doloroso epilogo a cui
allude il titolo del libro. Alla sua
seconda prova narrativa, la giovanissima
autrice cattura con una scrittura rapida
e incisiva il susseguirsi di avvenimenti
piccoli e grandi, riuscendo a prendere
alla gola il lettore e a farlo
commuovere, sorridere, immedesimare.
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L’AUTRICE
Elisabetta Bilei
(Mestre, 1986) vive a Favaro Veneto, in
provincia
di Venezia. Appassionata di
musica, scrittura, pittura e teatro,
ha
fatto parte dell’orchestra “I flauti di San
Marco”, con la quale
ha compiuto numerosi
viaggi.
Frequenta il corso di laurea in
Scienze della Comunicazione all’Università
di Padova.
Collabora a vari portali
culturali e riviste letterarie. Nel 2005 ha
pubblicato il suo primo romanzo breve,
Caffè Valeriana Vomito Sigaretta.
www.elisabettabilei.it
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L’ASSAGGIO
<< Un
tiepida sera di fine estate e, in un letto,
voi due.
Lui ti bacia, e tu fai altrettanto.
Con una mano ti accarezza il collo, come
piace a te. Poi ti stringe, e tu segui i
suoi movimenti come se fossi creta nelle sue
mani. All’improvviso ti scosti, le sue dita
iniziano a rincorrerti, e tu, provocatoria,
le sfuggi, o fingi di farlo. Ora ti fermi, e
lasci che sia lui a condurre il gioco. I
tuoi piedi freddi sulle sue gambe, le sue
labbra calde sulle tue spalle, e sempre più
giù.
La sua cravatta è per terra insieme a tutto
ciò che è inutile. Stesi sul letto,
arrotolati tra le lenzuola, fate l’amore.
Persa nel piacere, senti girare la testa.
Per un attimo non esiste più niente al
mondo, soltanto tu e lui. Claudia e
Francesco.
Poco dopo tu e il tuo sorriso, che vale più
di mille parole, siete accoccolati tra le
braccia che lui ti stringe intorno.
Poi, però, ti fai seria, dici al tuo uomo
che vorresti fosse anche il padre di tuo
figlio. Lui risponde che lo sa da sempre e
che lo desidera da ancora prima, ma che
forse questo non è il momento. Per
rassicurarti, sussurra: “Manca qualcosa alla
perfezione, ma vedrai che arriverà presto”.
Sembri più calma, anche se non è così. Non
glielo dici ma c’è qualcosa che ti urla
dentro: non ti spaventa avere un figlio, ti
spaventa non averne uno. Hai desiderato
diventare mamma sin da quando sei diventata
donna, hai sempre cullato il sogno di avere
un figlio e non vedi perché dovresti
smettere di desiderarlo adesso che hai
trentadue anni e una vita che cammina con le
sue gambe.
Lui ti abbraccia e pensa di non averti mai
detto della sua paura di riprovare a essere
padre, dopo i tentativi e soprattutto dopo i
fallimenti. Ti stringe più forte, convinto
che, almeno per un po’, potrà continuare a
non dirti perché questo non è il momento.
Lui non sa che il nostro tempo sta per
cominciare adesso, e neanche tu lo sai.
Lo guardi e scoppi a ridere. “Perché ridi”
chiede. E' spettinato come uno
spaventapasseri, ma non glielo dici, gli
dici semplicemente che sei felice, felice di
lui e di voi. E lui sceglie di crederti.
Io sono qui, a guardarvi dalla finestra. Mi
hai cercata oltre le nuvole ma io ero anche
più in là. Ora, però, sono qui. Non sarai
più sola, è scoccata la scintilla che mi ha
dato la vita.
Il mio viaggio è iniziato così. Voglio che
tu lo sappia, perché un giorno potresti
chiederti cosa mi passava per la testa, e
voglio che a questa domanda tu possa dare la
giusta risposta. Da questa sera, in questo
letto, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di
nuovo. Ci sono io.
Saranno i nove mesi più belli della nostra
vita.>>
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