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John Cleland
Gli amori di un
damerino
Traduzione di Vincenzo Pepe
Ft. 12,2 x 18
pp. 256
€
12,50
ISBN 978-88-6043-042-7
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IL LIBRO
Se fu Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere a
consegnare alla fama letteraria il nome di John Cleland, a rendere giustizia ai
suoi meriti di romanziere degno della prestigiosa tradizione narrativa inglese
del ’700 è l’opera, inedita per l’Italia, che ora si propone: Gli amori di un
damerino del 1751. Il romanzo narra in prima persona la parabola della
formazione sentimentale di William Delamore, giovane e ricco baronetto il quale,
dopo la prima coinvolgente esperienza di innamoramento platonico per la bella
Lydia, decide di colmare il vuoto lasciatogli dalla misteriosa scomparsa di
costei, facendo strage di cuori (e corpi) femminili, immolati sull’altare di uno
sfrenato narcisismo. Sul suo percorso di caccia si alternano figure quanto mai
varie e singolari: maliarde, sgualdrine, maîtresse, le cui fisionomie e dimore
psicologiche e comportamentali vengono ritratte con impietosa precisione e
spumeggiante senso dell’umorismo nel loro habitat storico-sociale, che è quello
dei salotti, dei teatri, dei bordelli, delle feste in maschera dell’alta
aristocrazia inglese. La carrellata delle avventure galanti, sostenuta da un
ritmo narrativo che cattura il lettore, si conclude con la ricomparsa di Lydia,
dando luogo a un finale a sorpresa: segno anche questo di un intelligente e
originale uso delle tecniche narrative.
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L’AUTORE
John Cleland (Kingston upon Thames 1709 –
Londra 1789), figlio di un ex
ufficiale e funzionario statale, prestò servizio militare in
India dal 1728 al 1740, anno in cui fece ritorno in
Inghilterra. Non riuscì mai a reinserirsi nella vita della
madrepatria, e fu più di una volta in prigione per debiti.
Fu appunto per pagare dei debiti che tra il 1748 e il 1749
scrisse Memoirs of a Woman of Pleasure, opera che
doveva renderlo famoso, ma aprirgli di nuovo le porte del
carcere, questa volta per offesa alla morale. La fama di
questo romanzo ha finito per oscurare i meriti di altri suoi
testi narrativi, quali Memoirs of a Coxcomb (1751)
che qui si propone con il titolo Memorie di un damerino,
The Surprises of Love (1764) e The Woman of Honour
(1768). L’autore scrisse anche per il teatro (Titus
Vespasian, 1754) e si occupò di problemi linguistici.
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