Chi accosta questo libro-testimonianza, dal
linguaggio vero, efficace, ricco di
provocazioni e vibrazioni, vive l’impatto
con quel fenomeno, ormai globalizzato, che è
la tratta di donne e minori migranti, nuova
forma di schiavitù a scopo di sfruttamento
sessuale.
Questa grave realtà di violenza mette il
lettore di fronte alle scottanti questioni
del rispetto della vita umana e della
dignità della donna nel più ampio contesto
della migrazione dei popoli, delle ottusità burocratiche, della inadeguatezza delle
scelte politiche, della distribuzione iniqua
delle risorse e della ricerca faticosa di
un’etica responsabile.
L’impegno creativo e appassionato di una
comunità religiosa in un territorio
particolare come quello casertano, traccia
qui un percorso possibile rispetto a quelle
angoscianti problematiche.
Il contenuto del libro, denso e pregnante,
nasce da un concerto di voci: suore, giovani
donne vittime degli sfruttatori, presenze
amiche, giornalisti, scrittrici,
rappresentanti di istituzioni ecclesiali e
laiche, che si armonizzano e convergono per
generare ed esprimere, da una realtà di
dolore e schiavitù, cammini di vita e di
liberazione.
Non più schiave è un libro nato dalla
capacità riflessiva e attiva di “stare
dentro” le situazioni. Un filo rosso lo
attraversa: il riconoscimento e la difesa
della dignità della donna. Ma è anche un
libro che racconta gesti di tenerezza e di
cura che leniscono ferite e infondono
fiducia, parole che dicono impegno di vita e
pubblica presa di posizione a favore della
donna oppressa, sogni condivisi che
hanno in sé l’ardire di liberare la
speranza.