Carlo Bucci
La scatola azzurra

Aforismi e riflessioni


Ft. 13,2 x 20
pp. 1
76
14,00
ISBN
978-88-6043-064-9

 
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IL LIBRO

Cosa scrivere in una cartolina da Napoli a Marcel Proust? Come si interpretano i miti? Cosa hanno a che fare le lettere dell’alfabeto ebraico con i porcospini? Cos’è lo zerismo? Abbiamo nel DNA istruzioni su come morire? È vero che la Sfinge è sopravvissuta fino ad oggi e vive felicemente tra noi? In che rapporto si pone l’arte con la memoria? Che senso ha oggi la metafisica? Un fitto intreccio di temi lievi e di interrogativi profondi compone in queste pagine un mosaico di straordinario fascino, che non si vorrebbe mai smettere di osservare. Alla varietà degli argomenti, la penna di Carlo Bucci – intinta in una vasta cultura e sempre pronta alla metafora inconsueta, alla digressione sorprendente, alla puntata ironica – fa corrispondere un’ampia gamma di forme espressive, dall’aforisma alla notazione occasionale, dalla poesia al breve saggio. Il risultato è un libro che, a lettura conclusa, lascia l’impressione di averne sfogliati cento.

 

 

L’AUTORE

Carlo Bucci, avvocato, ha insegnato per oltre vent’anni Diritto pubblico dell’economia e Diritto del commercio internazionale presso la facoltà di Giurisprudenza della LUISS. Poco più che trentenne, è stato responsabile del Servizio Legale dell’IRI ed ha successivamente operato ai vertici di alcune delle principali imprese pubbliche italiane. Attualmente è Condirettore generale di ANAS Spa e Vice presidente di Stretto di Messina Spa e dell’Istituto Grandi Infrastrutture. Autore di importanti studi giuridici ed economici, è alla sua prima opera di carattere non scientifico.

 

 

L’ASSAGGIO

Il libro si compone di brevi saggi, di notazioni anche in versi, di aforismi. Ecco una scelta di questi ultimi:
 

<< Il mondo? Un luogo terribilmente pericoloso: non se ne esce vivi!

 

Essere poliglotta è una gran cosa, ma solo chi tace può farlo perfettamente in tutte le lingue.

 

Mi occupo tanto di Dio perché non sono credente. Se fossi credente mi attenderei che fosse Lui ad occuparsi di me.

 

Durante il viaggio si accorse di non aver messo la cintura di sicurezza e immediatamente si adoperò per allacciarla. La manovra riuscì ma gli fece perdere il controllo della vettura. Finì fuori strada, urtò contro un albero e si ruppe le gambe. “E meno male — disse tra sé e sé poi in ospedale — che ho pensato in tempo ad allacciarmi la cintura...

 

Ho calcolato che per fare l’eremita in un posto idoneo occorrono almeno tremila euro al mese. Per meno di tanto si può fare giusto l’operaio o l’impiegato d’ordine in città.

 

Il telefono cellulare non serve solo per parlare con altri. Usato appropriatamente consente anche di parlare da soli ad alta voce per strada senza essere presi per matti.

 

Se fosse vissuto nell’orgia mediatica dei nostri tempi, Schopenhauer avrebbe forse intitolato la sua opera principale “Il mondo come volontà di rappresentazione”.

 

I nostri tempi impongono anche di aggiornare il vecchio proverbio sui litiganti, che dovrebbe quindi suonare così: “Tra i due litiganti il terzo gode e c’è sempre un quarto con la telecamera che riprende tutto”.

 

Molte donne si sposano sperando che il carattere dell’uomo prescelto cambierà. Molti uomini si sposano pensando che il fisico della donna prescelta non cambierà. Molti matrimoni falliscono.>>