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Piero Chiara
Il vero Casanova
A cura di
Federico Roncoroni
Ft. 13,2 x 20
pp. 168
€
12,50
ISBN 978-88-6043-048-9
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CHIARA E
CASANOVA
Ci voleva uno
scrittore dalla prosa tersa e luminosa come
Piero Chiara
per rendere finalmente giustizia al grande
memorialista, mettendo in rilievo i pregi
letterari e storici del suo capolavoro.
Il vero Casanova
è nato da una passione trentennale dello
scrittore di Luino per l’affascinante figura
dell’avventuriero veneziano, di cui mette in
luce la potente personalità umana e
letteraria, mai domata dai rovesci di
fortuna e capace di delineare con freschezza
ed incisività, in migliaia di pagine, il
volto del tempo che si trovò a vivere.
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IL LIBRO
Accompagnato da
una puntuale introduzione di Federico
Roncoroni, curatore testamentario dell’opera
letteraria di Chiara, il libro raccoglie le
più belle pagine del grande scrittore di
Luino su Giacomo Casanova. Come si sa,
Chiara è stato uno dei massimi studiosi
della vita e dell’opera dell’avventuriero
veneziano, di cui ha tradotto per Mondadori
il testo originale dell’Histoire de ma
vie. Questi scritti, piacevoli e
penetranti, ne forniscono un ritratto dalle
molte sfaccettature, che finalmente fa
giustizia degli schemi convenzionali creati
da una scadente filmografia e dallo
sfruttamento scandalistico di un testo che
ha caratteri di serietà storica e
letteraria. Tra amori, fughe, duelli,
incontri con i più importanti personaggi del
tempo – da Voltaire a Caterina di Russia –
Casanova fu un protagonista, un campione
storico attraverso il quale tutta un’epoca è
riconoscibile, e in cui lo stesso Chiara per
molti versi si riconosce. Sono scritti, i
suoi, che si leggono come i capitoli di un
romanzo e portano affabilmente il lettore
alla scoperta del “vero Casanova”.
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L’AUTORE
Piero Chiara (Luino 1913 - Varese 1986),
dopo varie esperienze di vita e di lavoro, consumate tenendo sempre d'occhio
il mondo dell'arte e della letteratura, conseguì il suo primo successo con
Il piatto piange (1962), felice rappresentazione di un universo umano
e poetico al quale rimase costantemente fedele. Seguirono altri romanzi,
volumi di racconti e biografie: La spartizione (1964), Il balordo
(1967), L'uovo al cianuro (1969), Il pretore di Cuvio (1973),
Sotto la Sua mano (1973), La stanza del vescovo (1976), Le
corna del diavolo (1977), Il vero Casanova (1977), Il cappotto
di astrakan (1978), Vita di Gabriele D'Annunzio (1978), Una
spina nel cuore (1979), Vedrò Singapore? (1981), Viva
Migliavacca! (1982), Il capostazione di Casalino (1986). Postumi
sono usciti: Saluti notturni dal Passo della Cisa (1987), Di casa
in casa, la vita (1987), Gli anni e i giorni (1988), Sale &
tabacchi (1989), Elogio del vino (1995) e alcune raccolte di
articoli sparsi.
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L’ASSAGGIO
<< A
Dux in Boemia (ora Duchov in Cecoslovacchia) non c’è più la tomba di Giacomo
Casanova, ma solo una lapide, sul muro d’una cappella cimiteriale, alla
quale l’ipocrisia ufficiale non può portare corone. Eppure l’Histoire de
ma vie del Casanova è uno dei tre o quattro libri scritti da italiani
che si leggono sempre e che sono conosciuti in tutto il mondo non soltanto
dai letterati ma anche dai comuni lettori. Opera ineguagliabile per il suo
valore di rappresentazione storica e d’indagine sul costume,
l’auto-biografia dell’avventuriero veneziano è considerata, fuori d’Italia,
un classico.
Intorno al Casanova lavorano da più di un
secolo la critica e l’erudizione, ma il più vasto consenso egli lo trova in
chi si limita a cercare nelle sue pagine l’esaltazione della giovinezza e
della libertà, l’affermazione dell’autonomia individuale e la difesa aperta
di una spregiudicata filosofia della vita: quello che ognuno vorrebbe
conseguire nel segreto delle proprie quasi inconsce aspirazioni e che tutti
si contentano di sognare, disapprovando e condannando, lungo l’itinerario
spettacolare di una vita come quella del Cavaliere di Seingalt.
Assieme all’Aretino, al conte di Villamedjana
(o Don Giovanni Tenorio) e al marchese de Sade, egli completa e perfeziona
lo schema europeo della mitologia erotica, ponendosi tra i simboli e le
indicazioni convenzionali di una corrente psicologica dell’amore che non è
certo priva di esempi.
Di un uomo e di una vicenda simile è quindi
naturale che tutto si voglia conoscere, e la pubblicazione integrale dell’Histoire,
benché pochi lumi possa portare alla storia del mito, è calcolabile non solo
nel quadro di una completa critica casanoviana, ma anche come verifica di
una fisionomia morale.>>
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